L’isola del professor Sacks

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L’isola dei senza colore è il diario di viaggio che Oliver Sacks, psicologo e antropologo statunitense, scrive in Micronesia alla fine degli anni Novanta. Il titolo fa riferimento ad una patologia ereditaria diffusa tra la popolazione dell’isola di Pingelap, che comporta la totale cecità cromatica, proprio in un atollo caratterizzato da un’esplosiva ricchezza di colori. L’altissima incidenza di acromatopsia tra gli abitanti di Pingelap deriverebbe dalla forte endogamia perpetrata sull’isola in seguito all’enorme riduzione della popolazione, sterminata da un tifone nel 1775.

Il libro, dalla copertina sgargiante, è pubblicato da Adelphi. L’autore riflette sulle compensazioni messe in atto dai Senza Colore, come l’affinamento della capacità di cogliere le forme o di distinguere visivamente la densità delle superfici, ad esempio la diversa rugosità della buccia di due frutti.

Prendendo spunto dal racconto di Oliver Sacks, il laboratorio Sull’Isola dei Senza Colore stimola nei bambini un esperimento di immaginazione: cosa funziona e cosa no su un’isola tutta in bianco e nero? I semafori sono inutili, e le maglie dei giocatori di una squadra di calcio sembrano uguali a quelle degli avversari!

Il laboratorio è avviato dalla lettura di una lettera affidata dal professor Sacks alle onde del mare. Una pagina è andata perduta, e i bambini devono provare a ricostruirla.

Di seguito, i materiali per lo svolgimento del laboratorio.

Materiali

La lettera, su carta consumata, da inserire in una bottiglia riempita con una manciata di farina gialla da polenta, sassolini, o il guscio di una conchiglia (ha attraversato i sette mari!).

Cari amici,

Se state leggendo questa lettera significa che la bottiglia in cui l’ho messa è riuscita a viaggiare per miglia e miglia e miglia nel mare, e ad arrivare fino al vostro paese. Spero non si sia rovinata troppo durante il viaggio che ha dovuto affrontare, e che sia ancora tutta intera, così che voi possiate leggere le strane cose che accadono sull’isola in cui mi trovo adesso.

Non ci conosciamo, quindi mi presento! Sono il professor Sacks e insegno Scienze all’università di New York, in America. Qualche mese fa sono partito per un lunghissimo viaggio verso l’arcipelago della Micronesia, nell’Oceano Pacifico. Da Boston ho preso un aereo che mi ha portato a Nuova Deli in India, poi un altro che dall’India mi ha portato a Bali, in Polinesia, e infine, mi sono imbarcato su una nave e sono arrivato sull’isola di Pingelap.

Appena sceso dalla nave, mi sono accorto, sin da subito, che il mondo qui è completamente diverso… che nel resto del mondo! Infatti (è incredibile!), qui non esistono i colori. Vi chiedo, per favore, di far conoscere a tutti il curioso caso dell’isola di Pingelap. I libri non ne parlano e io mi affido a voi, perché raccontiate ai vostri amici come si vive qui. Immaginate di sbarcare su un isola e di rendervi conto che è tutto in bianco e nero. Ci pensate? Quante cose è difficile fare qui… Gli abitanti di Pingelap per distinguere un’arancia da un pompelmo devono assaggiarla, prima di comprarla, e così i fruttivendoli dell’isola sono molto arrabbiati. E poi i vigili di Pingelap non sanno come fare per gestire il traffico nelle strade, infatti [fine Pagina 1]

Ora che sapete tutto sull’isola di Pingelap, non mi resta che mostrarvi dove si trova. È proprio qui, in mezzo all’Oceano Pacifico. Spero ci incontreremo presto,

Il vostro amico Professor Sacks [fine Pagina 3]

Localizzazione dell’atollo di Pingelap (Google Earth)

Una lista delle cose che i Senza Colore non riescono a vedere o a riconoscere, per gentile concessione dei bambini della Biblioteca Comunale di Castelfranco Emilia: le bandiere, le spose in bianco, l’arcobaleno, il camion rosso dei pompieri, Babbo Natale, le rose rosse, la neve, i taxi gialli.

Il ritratto di Oliver Sacks è di Meg Gough Brooks

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