Sguardi sulla Terra

11+

Il laboratorio del quale si ripotano qui alcuni stralci, è stato svolto online, tramite una piattaforma per videochiamate, con una classe I Media. Prima dell’incontro, è stato chiesto agli studenti di visitare il sito http://www.over-view.com, che contiene una vasta raccolta di immagini satellitari del nostro pianeta.

Disastro minerario in Brasile, 2015

A: Ho visto il sito, con le immagini che apparivano quando si apre il sito e poi ho visto che sotto c’erano varie categorie, tra le quali la natura, e ho schiacciato sulla natura perché era quella che mi sembrava più bella, più travolgente, diciamo, e ho visto le immagini, che mi sono sembrate molto affascinanti
V: A me è piaciuta tanto la prima foto, mi sembrava quasi un quadro
Prisca: Tu sei riuscita a capire di cosa si trattava?
V: Sì, un po’ sì […]
Prisca: […] Si tratta del disastro di una miniera in Brasile
V: Era bello perché sembrava un fiume di lava
G: Io ho un dubbio: come sono scattate le fotografie?
Prisca: Avete notato una caratteristica particolare che hanno tutte queste foto?
B: Penso che queste foto le abbiano fatte dal satellite
Prisca: Sì. Questo sito è costituito interamente da una raccolta di fotografie satellitari. Quindi, cosa hanno in comune?

[…]

Prisca: [Le foto] Rappresentano un punto di vista che non è il nostro punto di vista abituale, giusto? Che impressione vi ha fatto questo diverso punto di vista? Vi è sembrato realistico, emozionante…?
V: A me sono piaciute tanto, e all’inizio pensavo fossero fatte con dei droni, non avevo capito fossero fatte da satelliti
D: Anch’io all’inizio pensavo fossero fatte da dei droni, poi quando ho visto l’immagine del vulcano ho subito capito che erano state fatte dal satellite perché lo spazio [fotografato] era troppo grande
A: Io quando ho visto questo sito per la prima volta, ho visto le prime immagini, quelle che rappresentavano la miniera in Brasile e mi è sembrato stranissimo perché era un territorio molto grande, quindi ho pensato che non c’era nessuna cosa che poteva arrivare così in alto, poi ho pensato che c’erano i satelliti, comunque è una cosa affascinante, perché può racchiudere un territorio [grandissimo], era bello. Quasi quasi pensavo fossero fatte con Photoshop, poi ho capito
Prisca: Ti erano sembrate quasi dei falsi?
A: Sì

Prisca: Secondo voi quale è stata la prima occasione nella quale noi umani abbiamo potuto vedere la Terra così da lontano, dallo spazio?

[…]

Prisca: Fino a pochi anni fa non era possibile vedere la Terra da questo punto di vista, fino agli anni Settanta, quando, durante una spedizione, degli astronauti scattarono una fotografia della Terra con ottime condizioni di illuminazione. Mi riferisco alla fotografia chiamata “Biglia blu”. Secondo voi come è cambiata la nostra percezione della Terra da quando abbiamo potuto vederla da fuori?
V: Allora, è molto più bello vederla dai satelliti, perché vediamo proprio com’è fatta realmente, al posto di vedere cose artificiali fatte dall’uomo
Prisca: Se ho capito bene, ciò che ti colpisce è il fatto che in una veduta dallo spazio non si vedono le costruzioni umane
V: Sì, ad esempio vediamo i laghi, i vulcani…
Prisca: Prima hai detto che si vede qualcosa che in un certo senso è ”più vero”, giusto?
V: Sì
Prisca: Secondo te possiamo dire che la natura in un certo senso è più vera rispetto alle costruzioni che fa l’uomo?
V: Sì, perché è naturale, si è fatta da sola
Prisca: E per questo ti sembra un po’ più vera. Qualcuno ha un commento da fare su ciò che ha detto V.?
C: Io sono d’accordo con V., perché anche secondo me, viste dall’alto magari si possono vedere meno cose costruite dall’uomo e quindi si vede più natura rispetto a quello che tu vedi quando sei sul pianeta Terra
Prisca: Quindi a voi sembra un pianeta più naturale, visto dall’esterno?
A: Anch’io sono d’accordo con quello che dice V., perché secondo me la natura è qualcosa che è molto prima dell’uomo, perché se l’uomo non fosse esistito non avremmo le case, tutto quello che abbiamo ora, e avremmo solo la natura, che in teoria doveva restare per sempre
Prisca: Secondo voi, la natura si modifica di meno rispetto alle costruzioni umane, oppure c’è una storia anche della natura? Per esempio, se un vulcano erutta, il paesaggio intorno cambia. Questo è un cambiamento innescato dalla natura stessa
K: Ad esempio le piante sono diminuite, ad esempio in Brasile, in Australia, ci sono stati questi incendi che hanno fatto andare via molte piante, quindi…
O: la deforestazione
I: Io ho visto un documentario l’altro giorno in cui parlavano di una città in cui era scoppiata una fabbrica con le radiazioni, adesso non si vedono quasi più le case perché ci sono tutti gli alberi intorno che hanno ricoperto tutto e sono tornati gli animali
S: L’anno scorso ho visto lo stesso documentario, credo, che ha parlato del fatto che a Chernobyl certe specie si sono adattate al posto, tipo c’è un fungo che mangia le radiazioni
Prisca: Questo si connette anche a quello che hanno detto le tue compagne: una di voi ha detto che la natura sarebbe rimasta per sempre, credo intendesse se l’uomo non fosse intervenuto. Però in qualche modo la natura non è qualcosa di immobile: voi avete studiato la teoria dell’evoluzione delle specie di Darwin, che ci dice che nel corso del tempo, anche prima dell’apparizione dell’uomo sulla Terra, la natura ha avuto una sua storia, con tanti momenti diversi, tanti cambiamenti avvenuti nel corso del tempo. Il caso dei funghi di Chernobyl testimonia come anche la natura risponda, in qualche modo, a quello che noi facciamo e che quasi “risolva” alcuni problemi posti dall’uomo, come ha fatto, mutando, anche prima della comparsa dell’uomo.

Roma, Aprile 2020 – Anatre in Piazza di Spagna durante il lockdown

Prisca: Dite che vedendo la Terra da fuori vediamo solo elementi naturali, ma come possiamo considerare le coltivazioni, che modificano il paesaggio, e come dovremmo considerare una foresta ri-piantata dagli uomini dopo una deforestazione? Si tratterebbe di una foresta naturale o artificiale?
V: Se l’uomo pianta degli alberi, non è che fa male come ad esempio quando fa le fabbriche, che inquina tanto, fa un gesto benefico, diciamo, perché più piante ci sono, meglio è, c’è molta più natura
Prisca: Da quello che dici tu, possiamo intendere, in un certo senso, che consideriamo artificiale ciò che è un po’ dannoso per l’ambiente, giusto?
V: Sì
Prisca: Però ti faccio una domanda: immagina un piccolo paesino di montagna, vicino al quale scorre un ruscello. Se costruiamo su questo fiume un piccolo ponte di legno, che non inquina, questo è artificiale o naturale?
V: Artificiale
Prisca: Sì, è comunque artificiale, perché è stato costruito. Quindi, in un certo senso, dobbiamo specificare ancora meglio questa distinzione naturale/artificiale, considerando che un elemento artificiale può essere anche rispettoso dell’ambiente, non è necessariamente qualcosa di dannoso. […] Ma forse intendi che altre cose che noi costruiamo possono essere molto dannose per la natura, tanto da metterla, in un certo senso, a rischio
V: Sì, questo […]
R: Secondo me, quando l’uomo cambia e si evolve con lui si deve evolvere e si deve abituare anche l’ambiente perché la flora e la fauna si devono ambientare agli edifici che fa l’uomo e devono trovare il loro spazio e il loro ambiente. Tipo, una volta c’era più spazio, come hanno detto i miei compagni, e quindi era più facile vivere, per gli animali

Ferrari World – Emirati Arabi Uniti

Prisca: La prima cosa che ho notato quando ho visto questa foto [del Ferrari World] è che il tetto di questo edificio è costruito per essere visto dall’alto. Ci avete fatto caso? Se io visito questo parco a tema, non vedo quel tetto costruito con tanta attenzione, no?
Molti: Sì
Prisca: Allora secondo voi perché l’hanno costruito così? Perché fare quel tetto?
V: Forse per fare un po’ più di scena, per farlo vedere di più
Prisca: Sono d’accordo con te, probabilmente lo hanno fatto così per ragioni pubblicitarie, per promuovere il parco. Ma i visitatori non vedono il tetto
V: Sì, perché ad esempio un drone può andare lì, fare una foto, la mettono su Internet, così la gente va lì
E: Sì! E forse anche sui depliant pubblicitari che i visitatori trovano sul posto ci sono delle foto del tetto. Prisca: Pensate come la tecnologia della fotografia dall’alto ha modificato il nostro modo di costruire gli edifici. Probabilmente cento anni fa nessuno avrebbe costruito un tetto così, avrebbe investito forse quel denaro per costruire, piuttosto, un ingresso spettacolare, ecc. Ora, con l’evolversi di questo tipo di fotografia, è come se il nostro punto di vista fosse cambiato: se prima era sempre legato al suolo, alla superficie della Terra, oggi abbiamo acquisito una certa familiarità anche con una visione simile a quella di un astronauta o di un pilota di aerei

V: Io ero andata in Egitto un po’ di tempo fa e sono andata nel deserto e hanno chiuso tutte le luci e si vedevano tutte le stelle. Senza tecnologia abbiamo visto il Carro Maggiore, il Minore, ed era bellissimo. Senza tecnologie abbiamo visto una roba stupenda! In città non si può vedere
Prisca: Molto interessante, perché da un lato possiamo dire che la tecnologia ci fa vedere di più, perché ci mostra delle prospettive diverse, come quella aerea della quale abbiamo discusso; dall’altro lato, la presenza di tecnologia ci fa vedere anche meno, per esempio l’inquinamento luminoso di una città ci impedisce di vedere le stelle, che vediamo, invece, benissimo nel deserto
A: Secondo me, come ha detto anche V., la tecnologia è importante perché ci permette di vedere molte cose, però non ci fa vedere proprio la realtà. Cioè, ci fa vedere la realtà, ma attraverso una rete virtuale, non è la stessa cosa che vederla dal vivo. Invece, magari, quando in passato c’erano meno tecnologie o non esistevano proprio, loro la vedevano più dal vivo, vedevano realmente com’è fatta la natura, quello che ti circonda. Ora possiamo sì vederlo, ma possiamo vederlo anche attraverso le tecnologie, ma non è sempre la stessa cosa che vederlo con gli occhi
Prisca: Certo, molto di ciò che conosciamo oggi, non avremmo potuto scoprirlo senza l’ausilio di una tecnologia molto avanzata. Ma pensiamo che gli antichi Egizi erano degli astronomi bravissimi, molto preparati, riuscivano a vedere le stelle, a catalogarle, a fare delle scoperte che oggi definiremmo “scoperte scientifiche” anche senza l’ausilio di strumenti tecnologici, a occhio nudo…

Pubblicità